VALLI E PASSI DELLE DOLOMITI TRA VENETO E TRENTINO ALTO ADIGE



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Primo Giorno: PARTENZA E CANALE D’AGORDO
Ritrovo dei partecipanti secondo orario e luogo convenuto e partenza dalla propria località in Bus G.T. per il Veneto. Sosta lungo il percorso. Arrivo in hotel, sistemazione nelle camere e pranzo. Nel pomeriggio partenza in bus per l’escursione guidata alla Valle del Biois, con le sue contrade e frazioni ricche di chiese e di affreschi murali sacri e di Canale d’Agordo, paese natale di Papa Albino Luciani, Giovanni Paolo I, anch’esso articolato in Colmiei (quartieri) e Vile (frazioni). Un tempo era chiamato Forno di Canale in quanto principale centro per la lavorazione dei minerali dell’alta valle di Gares e famoso per i suoi forni fusori. La casa più bella e splendidamente affrescata è l’ex “Casa delle Regole di Pittigon”, risalente al 1640, sede dell’organismo politico-amministrativo, formato dai capifamiglia, che presiedeva il patrimonio comune dei pascoli e dei boschi. Rientro in hotel, cena e pernottamento.

Secondo Giorno: MOENA E IL LAGO DI CAREZZA
Colazione in hotel. In mattinata partenza in bus per l’escursione guidata di intera giornata. Attraverseremo il Passo del San Pellegrino (altitudine mt. 1918) per arrivare a Moena. Giunti a Moena si ha come l’impressione di trovarsi nel bel mezzo di una fiaba. Il paese a forma di stella è adagiato tra splendidi prati in una conca soleggiata, circondata da alcuni dei più bei gruppi dolomitici, tra cui il Sella, il Latemar e il Catinaccio. L’atmosfera magica del centro, con le sue case antiche e le vie caratteristiche, è un invito irresistibile per lo shopping, mentre i magnifici paesaggi circostanti offrono in tutte le stagioni scenari ideali per escursioni in mobilità dolce: a piedi, in bici, sugli sci o con le ciaspole. Qui a Moena, nel punto di raccordo tra la Val di Fiemme e la Val di Fassa, si parla ancora il ladino, antichissima lingua retoromanica, e la cultura è un mix ricco di tradizioni, storia, religiosità, arte e leggende. Parte integrante della cultura è naturalmente anche l’enogastronomia: siamo nella patria del famosissimo formaggio Puzzone di Moena. Pranzo in ristorante. Nel pomeriggio trasferimento al Lago di Carezza, incastonato nella fitta foresta ai piedi del Latemar, è noto per i suoi meravigliosi colori del tutto particolari ed è per questo motivo che nella lingua ladina viene chiamato anche “Lec de Ergobando” (o “arcoboàn”), cioè “Lago dell’arcobaleno”, un nome che si addice perfettamente a questo lago di montagna incantato. Il Lago di Carezza è privo di emissari visibili ed è alimentato da sorgenti sotterranee. Il livello dell’acqua cambia mensilmente: il livello più alto è raggiunto normalmente in primavera. A giugno e luglio, il lago si riempie d’acqua in conseguenza del disgelo: l’acqua di supero scorre nel ruscello che sgorga ad ovest del Lago di Carezza. Nei mesi successivi, il livello dell’acqua cambia in seguito alle cadute di pioggia. Verso la fine di ottobre, il lago raggiunge il livello dell’acqua più basso. In inverno, il lago gela. Quando il lago raggiunge il livello dell’acqua più alto, ha una larghezza di 287 mt. ed una larghezza di 137 mt. Il punto più profondo corrisponde a circa 21 mt. Nello stesso punto, durante il periodo di livello dell’acqua basso, si misurano soltanto 6.30 mt. La temperatura dell’acqua massima (13°) viene registrata nel mese di agosto. Durante il resto dell’anno, le temperature si aggirano intorno ai 7-9ºC. Rientro in hotel, cena e pernottamento.

Terzo Giorno: FORTE DEI TRE SASSI – CORTINA D’AMPEZZO
Colazione in hotel. Partenza per l’escursione guidata di intera giornata. Ci dirigeremo verso il Passo Falzarego per visitare il Forte dei Tre Sassi, situato a Passo Valparola, è una delle più interessanti testimonianze della Grande Guerra sul fronte dolomitico. Fu costruito nel 1897 a difesa dei confini meridionali dell’Impero austro-ungarico e fu poi ammodernato nel 1910. Dopo poche settimane di guerra la fortezza fu colpita e perforata da bombe sparate dalle 5 Torri e quindi fu evacuato. Oggi il Forte è stato ristrutturato ed espone gli equipaggiamenti e oggetti di uso quotidiano dei soldati. Proseguimento del viaggio attraversando i panorami mozzafiato delle Dolomiti. Arrivo a Cortina d’Ampezzo e pranzo in ristorante. Nel pomeriggio tempo libero per la visita di Cortina d’Ampezzo, adagiata in una vasta conca al cui centro scorre il torrente Bòite, è circondata da prati e boschi che si estendono fino alle pendici di monti stupendi che le fanno da corona. La conca ampezzana, infatti, si trova in un anfiteatro naturale aperto ai raggi del sole e allo stesso tempo riparato, grazie alla muraglia naturale del Pomagagnon che, a nord, fa non solo da fondale all’incredibile scenografia del paese, ma la protegge anche dai venti. Essa dunque si estende dal passo Falzarego al passo Tre Croci con intorno i gruppi più belli delle Dolomiti orientali: il Sorapiss, l’Antelao, la Croda da Lago, le Tofane, la Croda Rossa, il Cristallo che svettano da una cornice romantica di boschi e giocano con le ombre ed i colori rosati delle rocce, nelle numerose ore di luce. Il paese vanta un’eccezionale storia millenaria e attrae turisti da tutto il mondo per la bellezza del paesaggio, le numerose attività e manifestazioni sportive, la vivace atmosfera dei locali del centro, l’eleganza dei negozi, la qualità dei ristoranti e l’accoglienza degli alberghi. Per tutto ciò, ma non solo, Cortina è anche conosciuta come la “Regina delle Dolomiti“ ed esercita un’irresistibile fascino sugli artisti di tutto il mondo ed è da sempre loro fonte di ispirazione. Tra questi ricordiamo De Pisis, De Chirico, Hemingway, Mahler, Comisso, Alberto Moravia, Montale. Altri l’hanno scelta come il posto in cui fermarsi a vivere, come Squitieri, Balsamo, Milena Milani, Rolly Marchi. A Cortina molti scrittori vengono a presentare i loro libri e molti intellettuali si danno appuntamento qui per i loro dibattiti. I boschi, i pascoli e il territorio naturale della Valle d’Ampezzo si è mantenuto integro fino ai giorni nostri grazie alle Regole d’Ampezzo, l’antica istituzione che da mille anni amministra e tutela il patrimonio silvo-pastorale ampezzano. Un insieme di famiglie gode da tempi immemorabili dei diritti d’uso del territorio e da almeno otto secoli ne ha cura, disciplinando nei “Laudi” l’uso dei boschi e dei pascoli. Rientro in hotel percorrendo la strada provinciale 638 e il passo Giau e attraversando altri panorami mozzafiato, cena e pernottamento.

Quarto Giorno: IL CASTELLO DI AVIO – IL PRANZO IN AGRITURISMO – RIENTRO
Colazione in hotel e partenza per la visita guidata del Castello di Avio. Adagiato da secoli tra le colline della Val Lagrina, anche chiamato la “Sentinella del Trentino”; il grande Castello di Avio abbraccia il panorama con la sua poderosa cinta muraria e le sue cinque torri. Nell’ampio perimetro delle mura e su un’area fortemente ripida si ergono in basso la Casa delle Guardie dove possiamo rimanere incantati dallo straordinario ciclo di affreschi con scene di guerra. Al centro della cinta muraria invece troviamo l’imponente mole del Palazzo Baronale in pietra grigia del Baldo e in cima il Mastio con i suoi raffinati affreschi che decorano le bellissime pareti dove trionfa l’amore. Al termine della visita trasferimento per il pranzo/degustazione in Agriturismo. Trattasi di un vecchio casale in pietra del 1500 ristrutturato nel rispetto dell’architettura originaria che ne fa risaltare le caratteristiche peculiari. Legno, pietra, ferro battuto sono i materiali della tradizione locale usati nella ristrutturazione per caratterizzare ogni ambiente nei suoi particolari costruttivi. Prima di entrare dal portone d’ingresso, alzando gli occhi e guardando bene, sull’architrave in pietra inciso a scalpello, si scorge l’anno 1592, anno in cui presumibilmente è stata ultimata la costruzione. Varcato il portone si entra nella corte interna, da sempre il centro della vita contadina; era lì infatti che un tempo, le famiglie che abitavano il casale (anche trenta persone) avevano le loro principali attività: la stalla, il fienile, il pollaio, la cantina, i depositi, l’accesso all’orto esterno e alla campagna perché il terreno era cinto da mura in sassi. Nel pomeriggio partenza per il rientro alla propria località previsto in serata.

La quota comprende:
Trasporto in Bus G.T. – Vitto e Alloggio autista – Sistemazione presso nostro CITHOTEL in camere doppie con servizi – Pensione completa dal pranzo del 1°gg. al pranzo del 4°gg. (pranzo/degustazione del 4° gg. in Agriturismo) – Bevande incluse ai pasti (1/4 di vino + ½ di acqua a persona a pasto) – Visite guidate come da programma – Ingresso al Forte dei Tre Sassi di Passo del Valparola e al Castello di Avio di Sabbionara – Assicurazione medico/bagaglio.
La quota non comprende:
Nostro Accompagnatore – Ingressi a Musei, Monumenti, Ville, Palazzi o altro menzionato nel programma se non incluso ne “La quota comprende – Assicurazione Annullamento – Mance – Facchinaggio – Tassa di Soggiorno (da pagarsi in loco, se dovuta) – Extra di carattere personale e tutto quanto non indicato ne “La quota comprende”.

RICHIESTA DI PREVENTIVO NON IMPEGNATIVO

TUTTI I CAMPI SONO OBBLIGATORI, SOLO IL CAMPO NOTE E' FACOLTATIVO

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